L’elmo Violini

li anni ‘5o rappresentano il periodo di rinascita economica del nostro paese, lo slancio industriale è agevolato dalle scoperte in campo scientifico, alcuni ricorderanno gli spettacoli del Carosello che pubblicizzavano i primi composti plastici come il Moplen.

Anche il corpo dei Vigili del Fuoco vive un periodo di rinascita, tra le principali novità, l’avvento del servizio Ausiliario composto dai giovani richiamata alla Leva.
Proprio il numero sempre crescente di nuovi vigili impone un rinnovamento tecnico senza precedenti; un introduzione fondamentale ed innovativa è rappresentata dal nuovo elmetto in fibra plastica.
Rappresenta un salto di qualità per la protezione del vigile, rispetto all’elmetto M.38 vengono eliminate le parti in metallo come il cimiero e il bordino, diminuendo sensibilmente i rischi connessi alla conduttività elettrica dei materiali. L’elmo è infatti costituito da un impasto di tessuto e fibra sintetica, il tutto con l’aggiunta di colorante nero, particolare di non poco conto dato che come molti vigili sanno, la vita di un elmetto è costellata di botte e graffi. La particolare composizione permetteva di fatto di nascondere o comunque mitigare le conseguenze della vita operativa.
Viene prodotto nei primi lotti dalla ditta Violini di Milano, successivamente il bando di fornitura viene vinto dalla nota azienda Pirelli; in questo caso non avendo ricevuto gli stampi dalla Violini verranno creati ex novo, tanto che l’elmo Pirelli è caratterizzato da una forma più allungata rispetto al Violini che risulta più “tozzo”.
L’elmo  è fornito di un imbottitura in cuoio a cuscinetti, retaggio degli elmi militari, ad ogni imbottitura corrisponde una taglia,  gli elmetti erano prodotti usando tre stampi di dimensioni crescenti, in modo da ottenere abbastanza spazio per adattare le diverse imbottiture.
Negli anni ’60 viene indetto un nuovo bando, questa volta vinto dalla Mispa di Torino, l’elmo viene modificato perdendo gli areatori tipici dei modelli precedenti, e dopo una prima fornitura che mantiene l’imbottitura originale, nel 1972 viene introdotto un modello aggiornato. Prodotto in sole tre taglie e con interno in similpelle regolabile e, soggola in tessuto sintetico.

Entrato in servizio nel 1952 rimane in servizio fino ai tardi anni ’70, e in alcuni distaccamenti volontari ben oltre gli anni ’80 a dimostrazione della sua validità.

L’immagine del Vigile del Fuoco è legata indissolubilmente a questo elmo, lo accompagna fino al XXI secolo, e nonostante sia stato messo in disuso viene ricordato con grande affetto, non è raro trovare nell’armadietto di qualche “vecchio del mestiere” il prode Mispa compagno di tanti interventi che si gode il suo meritato riposo.

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